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	<title>Naturpsy</title>
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	<description>Accettare la propria straordinarietà</description>
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		<title>L&#8217;abbraccio, il coraggio di ricevere</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 09:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Metacorporea]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
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		<category><![CDATA[crescita Personale]]></category>
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		<description><![CDATA[Fin da quando siamo bambini il nostro modo di pensarci come possibile oggetto di amore è influenzato da ciò che respiriamo e viviamo. 
Cosi la famiglia, le relazioni, e gli affetti invece che essere un terreno dove apprendere e sperimentare l’amore possono diventare la base per sviluppare pensieri di disistima, di paura del rifiuto , di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//images.jpg-1.jpg" rel="lightbox[458]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-459"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//images.jpg-1-150x150.jpg" alt="" width="288" height="257" /></a>Fin da quando siamo bambini il nostro modo di pensarci come possibile oggetto di amore è influenzato da ciò che respiriamo e viviamo. </p>
<p>Cosi la famiglia, le relazioni, e gli affetti invece che essere un terreno dove apprendere e sperimentare l’amore possono diventare la base per sviluppare pensieri di disistima, di paura del rifiuto , di non merito.</p>
<p>Questi aspetti diventano poi parte di noi, del nostro modo di essere e anche del modo di manifestarsi del nostro corpo e pesano come macigni che ci danno la sensazione di non potere essere rimossi.    </p>
<p>L’abbraccio è la metafora corporea dell’accoglienza, della comprensione e della vicinanza.   </p>
<p>E’ una azione che ci coinvolge totalmente nutrendo il corpo,stimolando la psiche e coinvolgendo il cuore.<br />
Ed è qualcosa che ci riporta a momenti e memorie corporee vissute o mancate.<br />
Se nella nostra storia abbiamo la sensazione che ci sia mancato amore pur desiderando l’abbraccio altrui tendenzialmente siamo portati a negarcelo, a sottrarci e defilarci  perchè il pensiero che domina la nostra avita è non me lo merito.</p>
<p>Se al contrario ne abbiamo ricevuto in eccesso l’abbraccio può essere vissuto come qualcosa di soffocante e costrittivo.</p>
<p>L’abbraccio quindi è nel contempo un bisogno (di contatto , di accoglienza, di accettazione) e una metafora sulla nostra capacita di dare e ricevere , sul modo che utilizziamo per rapportarci con noi stessi e con gli altri, sulla nostra disponibilità a lasciarci andare e ad abbandonarci oltre che alla nostra capacita di accogliere e sostenere.</p>
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		<title>LA ROUTINE: spegne l&#8217;entusiasmo e ci fa stare male</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/2010/09/24/la-routine-spegne-lentusiasmo-e-ci-fa-stare-male/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 21:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[ La vita passa e paradossalmente invece di  acquisire maggior dimestichezza nell’attraversala, maggior confidenza in relazione ai suoi imprevisti, maggior accettazione di quanto ci può dare, ad un certo punto ci troviamo a viverla in maniera ripetitiva e sempre uguale. Essa stessa, fatta di abitudini che costituiscono la nostra quotidianità diventa una routine dalla quale sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//I.Robot_.jpg" rel="lightbox[453]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-454"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//I.Robot_-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> La vita passa e paradossalmente invece di  acquisire maggior dimestichezza nell’attraversala, maggior confidenza in relazione ai suoi imprevisti, maggior accettazione di quanto ci può dare, ad un certo punto ci troviamo a viverla in maniera ripetitiva e sempre uguale. Essa stessa, fatta di abitudini che costituiscono la nostra quotidianità diventa una routine dalla quale sembra difficile uscire. E cosi facendo ci priva di tutto quello che , fino a qual momento ci ha sostenuto. Maggiore difficoltà nel provare passione per qualche cosa, incertezze nel vivere sogni o progetti, rifiuto di quanto percepiamo come nuovo. Un po’ per pigrizia , un po’ per convenienza.<br />
Ma in realtà non vi è alcuna convenienza in tutto questo che assume le caratteristiche di una specie di invecchiamento mentale e affettivo.<br />
E’ un fenomeno che generalmente segue alcune tappe classiche nel suo sviluppo e che si infiltra subdolamente senza che ce ne rendiamo conto realmente. Normalmente tutto inizia come un qualcosa che tendiamo a ripetere perché ci fa piacere e ci da sicurezza.. Può essere un atteggiamento o un comportamento assolutamente innocente e giustificato che però con gradualità crescente si ritaglia una sua strada preferenziale all’interno del nostro cervello. Da questo momento essa si trasforma e ci trasforma poichè non siamo più pienamente coscienti dei suoi risvolti entrando a far parte delle nostre modalità senza che ce ne rendiamo più conto.<br />
E come ogni altra cosa che entra nella nostra vita anch’essa lascia dei segni.<br />
Cambia  il nostro modo di parlare, di confrontarci , di metterci in discussione, la nostra gestualità, ed anche il nostro modo di muoverci e la nostra postura. <br />
Proprio questo aspetto fisico, ancor più di quello psicologico, è il segnale di una mente che ha accettato i limiti imposti dalla routine e che il corpo si è adeguato. E’ questo il motivo per cui questa cristallizzazione può in ultima analisi influire anche su disturbi che possono interessare tutti gli apparati corporei, dalla testa alle strutture osteo articolari, all’apparato digerente che non a caso sono quelli maggiormente colpiti da disturbi di tipo psicosomatico</p>
<p><strong>Il corpo dallo psicologo – il cervello in palestra</strong></p>
<p>Per questo si rivelano molto utili tecniche di intervento che coinvolgano contemporaneamente sia la parte fisica che quella psichica.<br />
Il rilassamento immaginativo per esempio permette di dare nuovo impulso alla vena creativa e mentale mentre tecniche quali il rebirthing e la respirazione metacorporea operano sia per una maggiore consapevolezza emozionale sia come efficace stimolo di tipo bioenergetico.<br />
Anche la partecipazione a seminari di gruppo , l’utilizzo di tecniche psicodrammatiche o qualche breve e finalizzato intervento di tipo strategico possono facilmente cambiare schemi di pensiero acquisiti e stereotipati sostituendoli con nuove e più produttive interiorizzazioni.<br />
Anche Aquarespiro  (in cui la persona ha la possibilità di sperimentare una particolare respirazione in acqua calda) è  particolarmente indicata per<strong>  </strong>permettere alla persona che la pratica di re &#8211; imparare a lasciarsi andare, per acquisire una nuova dimestichezza e sicurezza nei confronti di emozioni e sensazioni che, pur appartenendo al patrimonio di ognuno , spesso vengono accantonate, allontanate o, più o meno consapevolmente, rimosse<strong>.</strong></p>
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		<title>Prossime Iniziative</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/2010/09/24/prossime-iniziative/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 09:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo Emozioni]]></category>

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		<description><![CDATA[SEMINARI EVOLUTIVI e CRESCITA PERSONALE 
Informazioni sui seminari e sulle mie iniziative possono essere richiesti al numero 335/6477129 o alla mia casella  gianmarco.carenzi@naturpsy.it 
&#8220;CORAGGIO ABBRACCIAMI&#8230;&#8221; 
Esperienza evolutiva di gruppo con tecniche psico fisiche in acqua caldaMontegrotto Terme (PD), 12-13-14  Novembre 2010 &#8211; Hotel Commodore****

Non è sufficiente dare un abbraccio per sentirsi felici. Bisogna imparare a riceverlo
L&#8217;abbraccio è la metafora corporea dell&#8217;accoglienza, della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><em><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>SEMINARI</strong></span> <strong><span style="text-decoration: underline;">EVOLUTIVI e CRESCITA PERSONALE </span></strong></span></em></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><strong><em><span style="font-size: small;">Informazioni sui seminari e sulle mie iniziative possono essere richiesti al numero 335/6477129 o alla mia casella  </span><a href="mailto:gianmarco.carenzi@naturpsy.it"><span style="font-size: small;">gianmarco.carenzi@naturpsy.it</span></a><span style="font-size: small;"> </span></em></strong></span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993366;">&#8220;CORAGGIO ABBRACCIAMI&#8230;&#8221; <br />
</span>Esperienza evolutiva di gruppo con tecniche psico fisiche in acqua calda</span></strong><strong><span style="font-size: medium;">Montegrotto Terme (PD), 12-13-14  Novembre 2010 &#8211; Hotel Commodore****<br />
</span></strong><strong><br />
Non è sufficiente dare un abbraccio per sentirsi felici. Bisogna imparare a riceverlo<br />
</strong>L&#8217;abbraccio è la metafora corporea dell&#8217;accoglienza, della comprensione e della vicinanza.<br />
E&#8217; una azione che ci coinvolge totalmente nutrendo il corpo, stimolando la psiche e coinvolgendo il cuore.<br />
Ed è qualcosa che ci riporta a momenti e memorie corporee vissute o mancate.<br />
Se nella nostra storia abbiamo la sensazione che ci sia mancato amore  pur desiderando l&#8217;abbarccio altrui tendenzialmente siamo portati a negarcelo, a sottraci e defilarci  perchè il pensiero che domina la nostra avita è non me lo merito.<br />
Se al contrario ne abbiamo ricevuto in eccesso l&#8217;abbraccio può essere vissuto come qualcosa di soffiocante e costrittivo.<br />
In questo seminario, partendo dalla metafora dell&#8217;abbraccio, sperimenteremo la possibilità di lasciarci andare nella pienezze del nostro sentire per scoprire che le nostre modalita di relazione sono influenzate dal passato ma cambiabili nel presente.<br />
______________________________________________________________________________</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong><em><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">CONFERENZE GRATUITE</span></span></em></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #993366;">&#8220;COUNSELING: L&#8217;ASCOLTO AL 100%&#8221; <br />
</span><span style="color: #993366;">L&#8217;arte della accoglienza e il sentire del corpo per il benessere emozionale </span></strong><strong><br />
</strong><strong><br />
<span style="font-size: small;">Sabato 2-10-2010<br />
</span>Teatro delle emozioni Oceano Sintesi <br />
Milano, via Morandi 19<br />
ore 10.00</strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Giovedi 21-10-2010<br />
</span>Palazzo dei congresi , Sala C<br />
Lugano, Ticino<br />
ore 21.00</strong><span style="font-size: large;"><span style="font-size: medium;">    </span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Martedi 26-10-2010<br />
</span>c/o Libreria Libux , <br />
Via Dante 8, Cantù (CO)<br />
</strong><strong>ore 18.30</strong>    </p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Martedi 26-10-2010<br />
</span>c/o Libreria Erasmo<br />
Via Volta 1, Senago (MI) <br />
ore 21.00</strong></p>
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		</item>
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		<title>Le memorie dell&#8217;acqua</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/2010/07/30/le-memorie-dellacqua/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Metacorporea]]></category>
		<category><![CDATA[Neuropsicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Disturbi psicosomatici]]></category>
		<category><![CDATA[Respirazione Metacorporea]]></category>
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		<description><![CDATA[L’acqua è l’elemento che più richiama sentimenti di accoglienza o rifiuto, attrazione o repulsione.
Ed è grazie ad essa che è possibile riscoprire emozioni sopite.

Tutti sappiamo che gran parte del nostro corpo è costituito da acqua o liquidi che con la loro continua azione consentono allo stesso di mantenere  una omeostasi (cioè un equilibrio) indispensabile per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-size: large;">L’acqua è l’elemento che più richiama sentimenti di accoglienza o rifiuto, attrazione o repulsione.<br />
Ed è grazie ad essa che è possibile riscoprire emozioni sopite.</span></h1>
<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//imagesCATKUPRA.jpg" rel="lightbox[429]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-430"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//imagesCATKUPRA-150x150.jpg" alt="" width="280" height="225" /></a></p>
<p>Tutti sappiamo che gran parte del nostro corpo è costituito da acqua o liquidi che con la loro continua azione consentono allo stesso di mantenere  una omeostasi (cioè un equilibrio) indispensabile per la sua sopravvivenza.</p>
<p>Ma sicuramente pochi sanno che l’acqua può anche essere un fondamentale strumento per il benessere sia interiore che esteriore e per la prevenzione di disagi sia fisici che emozionali .</p>
<p>Non stiamo parlando dell’acqua che normalmente beviamo bensì di quella in cui ci immergiamo.</p>
<p>Basti pensare che essa rappresenta non solo dal punto di vista fisico ma anche e soprattutto da quello psicologico l’elemento che ci accompagna all’inizio della nostra vita.</p>
<p>Dal concepimento in poi il feto è completamente immerso nel liquido amniotico e tutto il suo sviluppo è dolcemente modulato da questa sostanza che funge da delicato ammortizzatore, da trasmettitore di suoni (il battito cardiaco della madre, il flusso sanguineo, la ritmicità respiratoria ) e da catalizzatore di diverse sollecitazioni di tipo tattile.  </p>
<p>Esso (il liquido amniotico) diventa quindi il tramite di una serie di sensazioni e di emozioni che , proprio in questa fase , il bambino acquisisce mentre si sviluppa.</p>
<p>E’ come se le singole cellule durante il loro sviluppo acquisissero non soltanto un patrimonio genetico ma anche e soprattutto un insieme di memorie emozionali le quali  rimangono profondamente radicate all’interno di ognuno di noi.</p>
<p>E’ come se , sotto un certo aspetto, “ la cellula si informa mentre si forma “</p>
<p>Una realtà questa di cui ovviamente non siamo consapevoli ma che influenza le nostre percezioni, il modo con cui ci rapportiamo a determinate situazioni e soprattutto il pensiero che abbiamo di noi stessi e del nostro modo di vivere la componente fisica ed emozionale .</p>
<p>Non è raro infatti che disturbi di tipo cronico, o che si ripresentano periodicamente o con ciclicità trovino un collegamento o rappresentino un segnale che determinate componenti emotive sono bloccate o non riescono ad essere opportunamente espresse.</p>
<p>Il nostro corpo in questo caso reagisce con una alterazione energetica della omesostasi di cui parlavamo prima, che determina delle vere e proprie manifestazioni fisiche.</p>
<p>Al contrario la controllata e sicura manifestazione di queste componenti emotive contribuisce ad uno sblocco di questa energia bloccata liberando la psiche ( e per conseguenza il corpo )  da sovrastrutture , pesi o blocchi.</p>
<p>In questi casi l’acqua, in abbinamento a stimolazioni tattili e ad una particolare e dolce modalità respiratoria è fondamentale per fare emergere in maniera sicura e controllata, emozioni che altrimenti rimarrebbero bloccate .</p>
<p>D’altronde proprio l’acqua calda è l’elemento che, in quanto più simile al liquido amniotico,  nel momento in cui vi  siamo immersi, può favorire il manifestarsi di queste memorie emozionali, stabilendo quindi un nuovo e più appagante contatto con la parte più intima, ricca e vera di ognuno di noi.</p>
<p>Le delicate percezioni che si vivono collegate a  sensazioni di accoglienza, dolcezza, tenerezza creano infatti uno spazio di sicurezza in cui le emozioni possono finalmente manifestarsi, innescando un processo di maggiore fiducia in se stessi , nel proprio corpo e nelle proprie possibilità,  che ,oltre che costituire una  vera e propria evoluzione del nostro essere può dar luogo a un profondo processo di riequilibrio e consapevolezza emotiva.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Aria e Acqua per rinascere</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/2010/07/01/aria-e-acqua-per-rinascere/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 09:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aquarespiro è una nuovissima tecnica di rilassamento e di benessere psico &#8211; fisico che si basa su una particolare metodica di respirazione in acqua calda.
Si sta diffondendo per la sua semplicità d&#8217;esecuzione, l’assenza di controindicazioni e le piacevolissime sensazioni che induce, che fra l’altro la rendono particolarmente indicato per il controllo, la prevenzione e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//07mare.jpg" rel="lightbox[425]"><img class="alignleft size-medium wp-image-426"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//07mare-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Aquarespiro è una nuovissima tecnica di rilassamento e di benessere psico &#8211; fisico che si basa su una particolare metodica di respirazione in acqua calda.</p>
<p>Si sta diffondendo per la sua semplicità d&#8217;esecuzione, l’assenza di controindicazioni e le piacevolissime sensazioni che induce, che fra l’altro la rendono particolarmente indicato per il controllo, la prevenzione e la diminuzione dello stress e per favorire il naturale allontanamento di tensioni che spesso trovano localizzazione a livello somatico.</p>
<p>Non è una terapia medica ne psicologica poiché Il suo scopo è semplicemente quello di permettere alla persona che la pratica di re &#8211; imparare a lasciarsi andare, per acquisire una nuova dimestichezza e sicurezza nei confronti di emozioni e sensazioni alle quali solitamente non dedichiamo il giusto tempo ed il giusto spazio.</p>
<p>L’opportunità di sperimentare nuovamente sensazioni quali gioia,  rilassamento, sicurezza interiore nonché  un maggior contatto con gli elementi  tattili, sensoriali ed emozionali porta alla percezione di potere vivere in maniera più completa ed appagante il proprio corpo e le emozioni ad esso legate.</p>
<p>Praticandola è possibile sperimentare una maggiore accettazione della nostra intimità fisica e mentale, un aumento della fiducia in se stessi e negli altri, nonché l’appagamento di bisogni primari quali l’accoglienza, l’accettazione e la possibilità di sperimentare nella sicurezza e semplicità il sostegno incondizionato che si manifesta nel contatto con l’operatore.</p>
<p>Questo situazioni possono favorire lo sviluppo di una maggiore capacità di fidarsi ed affidarsi, più rispetto per se stessi e per gli altri ,una maggiore conoscenze delle proprie emozioni e un appagante senso di rilassamento esteriore ed interiore</p>
<p>Gli “strumenti” che vengono utilizzati sono solamente il respiro, l’acqua ed il tatto.</p>
<p>Il rispettoso contatto con l’operatore permette di sperimentare nuove percezioni in merito al pensiero che abbiamo di noi stessi, del nostro corpo, del chiedere e accettare sostegno, del dare e del ricevere.</p>
<p>Il respiro dolcemente guidato favorisce un profondo rilassamento esteriore ed una notevole pace interiore.</p>
<p>A contatto con l’acqua calda infine il nostro corpo si rilascia e si  abbandona con dolcezza al  sostegno e all’intimità.</p>
<p>Questa situazione ambientale è molto simile a quella in cui siamo nati e che ci ha permesso di vivere ed assorbire un elevato numero di sensazioni che ci caratterizzano e rappresentano in modo unico ed inequivocabile.</p>
<p>Ecco perché nel corso di una seduta è possibile sperimentare sensazioni o situazioni simbolicamente  riconducibili a diversi momenti, ivi compreso quello della nostra nascita.</p>
<p>Tali sensazioni percepite con dolcezza e gradualità, vengono sempre accolte e vissute dalla persona come una ri – scoperta del proprio modo di essere più intimo e vero e come una nuova manifestazione dei propri reali potenziali.</p>
<p>Pur essendo la sessione di aquarespiro individuale essa viene spesso proposta nell’ambito di seminari di gruppo permettendo così alla persona di, vivere ed attraversare, nel sicurezza e semplicità, nuove e meno utilizzate modalità di relazione (mimica, tattile, cinestetica), godendo anche degli stimoli degli altri partecipanti e sperimentando nel contempo il sostegno del gruppo.</p>
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		<title>Il Trauma di Nascita</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 05:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sia il nostro corpo che la nostra mente sono saturi di vicende ed esperienze che molto spesso non percepiamo a livello razionale ma che trovano comunque modalità di espressione nell’ambito dei nostri comportamenti ed ancora di più nelle nostre percezioni.
Ma quale è dunque la matrice  di tali esperienze ?
Normalmente noi siamo abituati a prendere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//neonato.jpg" rel="lightbox[422]"><img class="alignleft size-full wp-image-423"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//neonato.jpg" alt="" width="300" height="390" /></a>Sia il nostro corpo che la nostra mente sono saturi di vicende ed esperienze che molto spesso non percepiamo a livello razionale ma che trovano comunque modalità di espressione nell’ambito dei nostri comportamenti ed ancora di più nelle nostre percezioni.</p>
<p>Ma quale è dunque la matrice  di tali esperienze ?</p>
<p>Normalmente noi siamo abituati a prendere in considerazione soltanto quelle esperienze delle quali abbiamo coscienza e conoscenza; quelle cioè di cui ci ricordiamo razionalmente e che pertanto ci appaiono facilmente spiegabili  o perlomeno accettabili , anche dal punto di vista logico.</p>
<p>Esse possono essere  le più varie memorie relative alla nostra infanzia o a qualche particolare evento riguardante la nostra vita. Qualunque cosa di cui  abbiamo una precisa o indifferentemente vaga consapevolezza  ma riguardo alla quale siamo comunque  razionalmente in grado di dire che ci ha particolarmente colpito.</p>
<p>Può indifferentemente trattarsi di un intervento chirurgico che abbiamo subito , di una malattia , di situazioni relazionali insoddisfacenti o di fenomeni analoghi relativi alla fase infantile o adolescenziale e che tuttavia possono presentarsi anche in età adulta.</p>
<p>Questo tipo di esperienze non sono altro che il ripetersi  di situazioni che fanno parte della vita di ogni individuo  e che sommandosi si moltiplicano in maniera esponenziale contribuendo a creare quelle che sono le nostre modalità percettive.</p>
<p>Esse non sono pero’ l’origine bensi la conseguenza di qualche  cosa di ancora maggiormente traumatico ( intendendo questo termine non necessariamente come rappresentativo di una esperienza negativa, ma per individuare qualche cosa di profondamente toccante).</p>
<p>Per questo motivo nel mio lavoro le ho definite come esperienze consequenziali o secondarie , perché pur essendo presenti e fortemente influenti sulla vita e le percezioni di ognuno esse dipendono comunque da qualche cosa che va ancora al di la e che si trova in uno strato ancora più profondo, nascosto e cronologicamente precedente.</p>
<p>Esse derivano e sono fortemente influenzate da altre esperienze che le precedono e che appartengono al vissuto emozionale di ognuno di noi.</p>
<p><span id="more-422"></span></p>
<p>Queste sono le esperienze primarie, in quanto avvengono e sono relative ai primi momenti della nostra vita , e costituiscono la base emotiva sulla quale costruiamo i nostri pensieri e per conseguenza le nostre modalità percettive.</p>
<p>Esse sono dunque quelle situazioni a cui tutti siamo inequivocabilmente soggetti e che nel momento in cui le viviamo contribuiscono a generare una serie di pensieri che svilupperanno poi il nostro modo , univoco e soggettivo , di percepire noi stessi ed il mondo che ci circonda , determinando quindi la nostra realtà soggettiva.</p>
<p>Mi riferisco in modo particolare ai due aspetti più pregnanti la nostra esistenza psico percettiva: il momento del nostro concepimento e quello della nostra nascita.  In una parola il nostro scenario di nascita.</p>
<p>Ognuno di noi sa che esattamente in quei due momenti noi eravamo già in grado non solo di percepire ma anche di associare un significato , seppure semplicistico e fondamentalmente emozionale, a tutto ciò che in quelle situazioni stava accadendo.</p>
<p>Entrambi rappresentano dunque le fasi più importanti della nostra attitudine alla acquisizione di tipo percettivo, proprio perché in quei momenti il nostro modo di sentire  non è ancora strutturato secondo i canoni della comprensione logico razionale , ma unicamente come assimilazione di stimolazione ed onde vibrazionali di tipo emotivo.</p>
<p>Questo comporta che tutto quanto avviene viene introitato senza essere sottoposto alla rielaborazione razionale della mente , quindi praticamente senza alcun tipo di filtro , ma  esclusivamente sotto forma di emozione allo stato puro.</p>
<p>In questa fase <strong>le cellule si informano mentre si formano e manterranno in se tutte le esperienze vissute in una sorta di memoria psico fisica emozionale.</strong></p>
<p>Tutto ciò assume dunque le caratteristiche traumatiche di cui parlavo prima ( l’evento toccante dal punto di vista emozionale) , e come tale viene introitato dal bambino.</p>
<p>Tali eventi hanno dunque gli effetti di emozioni primarie e quello che il bambino sente e percepisce in questa fase ha sempre ed esclusivamente un valore unico .</p>
<p>Anche due gemelli, che pure nascono nello stesso momento e dalla stessa donna , avranno da un punto di vista emozionale scenari di nascita diversi non fosse altro che per il fatto che uno nasce un attimo prima o dopo l’altro , che il peso sarà differente , lo stato di animo della équipe della sala parto assolutamente diverso, cosi’ come anche la situazione psico fisica della madre.</p>
<p>Dobbiamo ricordarci che dal punto di vista percettivo tutto in questa fase è ampliato e che quello che a noi può sembrare un tempo normalissimo al bambino può apparire interminabile.</p>
<p>Ogni minima differenza caratterizza quell’istante e cambia lo scenario di nascita.</p>
<p>Ecco perché questo evento è cosi’ singolarmente e soggettivamente caratteristico e perché  si parla di trauma di nascita.</p>
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		<title>Tocchi d&#8217;amore</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/2010/06/14/tocchi-damore/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo Emozioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Il contatto fa parte del nostro patrimonio genetico ed emozionale ed è per questo che il nostro corpo ne ha una continua e costatante necessità.
Vuole essere toccato e accarezzato, massaggiato e stimolato ed ognuno di questi gesti porta con se e ci comunica un insieme di molteplici e spesso contrastanti sensazioni.
Questo avviene perché il contatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-400" title="contatto" src="http://www.naturpsy.it/wp-content//contattoù-e1276505213695.jpg" alt="" width="300" height="309" />Il contatto fa parte del nostro patrimonio genetico ed emozionale ed è per questo che il nostro corpo ne ha una continua e costatante necessità.</p>
<p>Vuole essere toccato e accarezzato, massaggiato e stimolato ed ognuno di questi gesti porta con se e ci comunica un insieme di molteplici e spesso contrastanti sensazioni.</p>
<p>Questo avviene perché il contatto non è solo appagamento tattile ma anche e molto più spesso appagamento affettivo ed emozionale.</p>
<p>Il bisogno di contatto è dunque bisogno di accettazione, accoglienza, empatia e comprensione intendendo con questo quel naturale bisogno che l‘uomo ha di stabilire una relazione sincera ed autentica con i suoi simili, una relazione di fiducia reciproca e di sostegno che si manifesta soltanto  occhi negli occhi e mani nella mani.</p>
<p>Il motivo per cui dietro semplici tocchi ci sia tutto questo è determinato dal fatto che ogni volta che il nostro corpo vive un contatto si crea anche un collegamento con le componenti emotive ad esso associate che sono uniche e caratteristiche per ognuno di noi in quanto esprimono la nostra storia ed il nostro vissuto.</p>
<p>Il meccanismo che si innesca è di origine fisio &#8211; psicologica apparentemente complicato ma in realtà semplicissimo.</p>
<p>E’ come se si creasse un ponte, un collegamento fra la singola cellula e le emozioni in essa contenuta.</p>
<p>Una sorta di “memoria cellulare” di cui non siamo consapevoli e che però influenza le nostre percezioni ed è in grado di emergere e manifestarsi in determinate situazione.</p>
<p>La nostra esperienza di lavoro e le casistiche sulla risoluzione di alcuni disturbi di origine psicosomatica ci permette di dire che tre possono essere i fattori che predispongono alla manifestazione di tali memorie cellulari : il respiro opportunamente modulato e guidato, l’acqua calda e le stimolazioni tattili e sensoriali.</p>
<p>Ma l’abbinamento di questi tre elementi deve avvenire secondo modalità non standardizzate ma che tengano in considerazione la reale situazione di ogni persona cosi da permettere con estrema facilità non solo la manifestazione ma anche la dolce e non traumatica integrazione di tali componenti emotive.</p>
<p><span id="more-399"></span></p>
<p>Il fine della nostra tecnica non è quindi soltanto quello di fare emergere eventuali modalità traumatiche ma al contrario di offrire una opportunità per cambiarne la percezione.</p>
<p>Le emozioni che viviamo, nel momento stesso in cui si verificano non vengono filtrate dalla mente ma da essa soltanto successivamente interpretate.</p>
<p>Tale interpretazione, proprio perché avviene a posteriori, è spesso errata o quantomeno univoca.</p>
<p>Ciò comporta che uno determinato stimolo che coinvolga per esempio la nostra sfera affettiva o relazionale, produca una forte risposta emotiva che proprio in quanto tale determinerà a sua volta  l’associazione con un pensiero negativo.</p>
<p>E’ quest’ultimo che stratificandosi a livello cellulare diventa una  “memoria cellulare” che da quel momento in poi ci condizionerà nelle nostre interpretazioni. Cosi che ogni qual volta essa verrà stimolata darà dunque origine a quel pensiero in un circolo apparentemente senza via di uscita</p>
<p>Ciò che noi facciamo e che giornalmente vediamo nei partecipanti ai nostri seminari è invece dare spazio, nella sicurezza e semplicità, ad almeno un’altra chiave di lettura che, nel momento in cui viene sperimentata a livello corporeo , emotivo e tattile, diventa credibile e quindi vera in quanto non parte dalla mente ma dal corpo stesso.</p>
<p>In questo modo tutta l’esperienza viene realmente vissuta non solo nella massima sicurezza e con il massimo rilassamento ma anche con sincera curiosità e gioia.</p>
<p>Sono moltissimi i casi in cui la integrazione di alcune di queste emozioni che appartengono al nostro vissuto più intimo e vero, al nostro passato recente o remoto, o ad un livello profondo ed ancestrale come può essere quello della gestazione, del parto o dei primi momenti della vita , porta ad un reale e profondo cambiamento delle proprie percezioni, ad un nuovo e più appagante rapporto con il proprio essere e sentire ed alla naturale regressione di manifestazioni aspecifiche e psicosomatiche.</p>
<p>Il feto quando ancora non è completamente formato è gia in contatto con il mondo esterno tramite contatti interni: il liquido amniotico funge da delicato ammortizzatore, le pareti del ventre prima e dell’utero poi sono contenitori di cui il bambino percepisce   movimenti  e contrazioni ;  il flusso sanguineo della madre un ‘onda che emette melodie ritmiche e costanti, il pulsare del cuore un delicato massaggio.Nasciamo nel c tatto e di esso abbiamo bisogno.</p>
<p>Per vivere, amare sentire.</p>
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		<title>Ultimi seminari effettuati</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/2010/06/08/amore-a-seconda-vista/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 22:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[crescita Personale]]></category>
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		<category><![CDATA[Seminari Evolutivi]]></category>

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		<description><![CDATA[
AMORE A SECONDA VISTA
Re innamorarsi di Se
Esperienza evolutiva di gruppo

Laveno Mombello (VA), 28-29-30 Maggio 2010 
Capita nella vita di perdere il contatto con se stessi, di guardare al passato
e avere rimpianti per non essere stati capaci di realizare sogni, condurre in
porto progetti, mantenere una relazione.
Capita di avere la sensazione di interpretare un copione che sentiamo
non appartenerci più, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//amore-a-2vista.jpg"></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>A</strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>MORE A SECONDA VISTA<br />
</strong></span>R<strong>e innamorarsi di Se<br />
</strong>Esperienza evolutiva di gruppo<br />
<strong><br />
Laveno Mombello (VA), 28-29-30 Maggio 2010 </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Capita nella vita di perdere il contatto con se stessi, di guardare al passato<br />
e avere rimpianti per non essere stati capaci di realizare sogni, condurre in<br />
porto progetti, mantenere una relazione.<br />
Capita di avere la sensazione di interpretare un copione che sentiamo<br />
non appartenerci più, come se quella fosse l&#8217;unica soluzione possibile senza la<br />
quale non possiamo vivere, essere amati o relazionarci.<br />
Amore a seconda vista è un seminario per riscoprire e fare emergere quella parte<br />
di se che ancora non ha trovato il modo di esprimersi per convenzioni, per<br />
convenienza o per paura per imparare che i panni che vestiamo se diventano scomodi<br />
possono essere cambiati.<br />
________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">EMOZIONARSI FA BENE</span></strong><br />
<strong>Farsi amiche le emozioni</strong> <br />
Esperienza evolutiva di gruppo</p>
<p> <strong>Milano, 26-27-28 Febbraio 2010 </strong></p>
<p>Sono un viaggiatore e un navigatore perché ogni giorno scopro qualche nuova<br />
emozione nella mia anima.<br />
Un divertente e intenso seminario che ci insegna a riconoscere, vivere e sentire<br />
le emozioni non come un limite ma come una opportunità.<br />
________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">INNOCENTI PER SEMPRE</span><br />
Lasciare andare il  senso di colpa<br />
</strong>Esperienza evolutiva di gruppo</p>
<p><strong> Montegrotto Terme (PD), 12-13-14 Novembre 2009</strong></p>
<p>Non trovo la pace nel rimpianto ma nel perdono di ciò che è stato e che ho pensato.<br />
Uno dei più frequentati seminari di Gian Marco Carenzi per affrontare il tema del<br />
senso di colpa e di come esso viva nel nostro corpo e sia legato alle nostre<br />
percezioni. <br />
________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p>.</p>
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		<title>L&#8217;attacco di panico: curarlo con il respiro</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/2010/06/07/lattacco-di-panico-curarlo-con-il-respiro/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 07:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>
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		<description><![CDATA[La sintomatologia classica di questa manifestazione è sostanzialmente legata a manifestazioni di tipo respiratorio , in cui il normale ritmo viene alterato determinando un aumento della frequenza ed una diminuzione della profondità .
La conseguenza è la sensazione da parte della persona di non riuscire a respirare bene, come se avesse fame di aria, con sensazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//respiro-natura.jpg" rel="lightbox[373]"><img class="alignleft size-medium wp-image-374"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//respiro-natura-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>La sintomatologia classica di questa manifestazione è sostanzialmente legata a manifestazioni di tipo respiratorio , in cui il normale ritmo viene alterato determinando un aumento della frequenza ed una diminuzione della profondità .</p>
<p>La conseguenza è la sensazione da parte della persona di non riuscire a respirare bene, come se avesse fame di aria, con sensazioni di angoscia profonda e a volte apparentemente incontrollabile.</p>
<p>Spesso alla base di queste reazioni c’è una sollecitazione emotiva che , nella maggior parte dei casi è collegabile alla realtà che si sta vivendo ( fare un esame , parlare in pubblico, dover superare una prova eccetra ).</p>
<p>Ma in altri esse insorgono senza che vi sia alcun dato obiettivo che, in individui sani e realizzati le possa far prevedere.</p>
<p>L’unica differenza esistente è la apparente mancanza dello stimolo emozionale.</p>
<p>In realtà esso è comunque presente ed anche in questo caso viene scatenato dalla situazione che stiamo vivendo , soltanto che noi non lo percepiamo razionalmente, in quanto celato nella nostra struttura corporea e psichica .</p>
<p>Qualunque situazione, anche la più banale , può nascondere qualcosa che ci ricollega ad un nostro vissuto, ad un nostra memoria cellulare , ma ovviamente nella maggior parte dei casi non abbiamo la minima idea di quale sia la componente emotiva che essa possa  avere stimolato.</p>
<p>Ciò che percepiamo è che il nostro organismo reagisce in maniera diversa , forse nuova , ma sicuramente non congeniale.</p>
<p>In tutti questi casi generalmente la prima reazione è quella di trattenere il respiro , il che genera immediatamente oltre che una inibizione delle naturali risorse a cui l’organismo ricorre, anche una subventilazione che prima o poi dovrà essere compensata.</p>
<p>L’organismo tenta quindi di ripristinare i corretti meccanismi respiratori, ma quando questo avviene , in modo del tutto involontario , i suoi effetti sono accentuati e la conseguente iperventilazione può provocare sensazioni quali formicoli , senso di svenimento o giramenti di testa., che a loro volta favoriranno ulteriore preoccupazione e probabilmente paura.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi , quando una persona  prova improvvisamente questa situazione, non è preparata ad affrontarla , e ne rimane colpita al punto di vivere nel timore che essa possa ripetersi , determinando una perdita di controllo.</p>
<p>Ella sarà quindi inconsciamente portata a mantenere un ritmo respiratorio ancora più inibito creando di fatto le premesse per cui , al primo stimolo emotivo , si generino nuovamente i fenomeni sopra descritti.</p>
<p>Durante le sedute di respirazione metacorporea la componente emozionale collegata al respiro è molto forte e farne esperienza  permette  di vivere queste situazioni in maniera del tutto diversa, attiva e consapevole anziché passiva e rassegnata, , dando spazio alle percezioni fisiche ed emotive con la certezza che esse sono del tutto prive di conseguenze ed innocue.</p>
<p>Il grosso vantaggio di questa situazione non è solo acquisire la capacità di superare il momento intrinseco , ma anche evitare che al primo segnale di alterazione respiratoria , la paura che possa nuovamente insorgere il fenomeno , contribuisca di fatto alla sua accentuazione.</p>
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		<title>Eventi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 11:16:13 +0000</pubDate>
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		<title>Eventi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 11:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<title>Il corpo che parla</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/2010/06/01/il-corpo-che-parla/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 09:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro corpo parla, non soltanto con la mimica o con la gestualità.
Parla tramite la pelle, con la temperatura, la sudorazione, la salivazione.
Parla con il respiro e con la pressione sanguigna, con i battiti cardiaci e con la stanchezza. Ma anche, e soprattutto, con la sua struttura esterna: la postura, la localizzazione di depositi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//ballerina_by_iLikeArt_yo.jpg" rel="lightbox[328]"><img class="alignleft size-medium wp-image-329"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//ballerina_by_iLikeArt_yo-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" /></a>Il nostro corpo parla, non soltanto con la mimica o con la gestualità.</p>
<p>Parla tramite la pelle, con la temperatura, la sudorazione, la salivazione.</p>
<p>Parla con il respiro e con la pressione sanguigna, con i battiti cardiaci e con la stanchezza. Ma anche, e soprattutto, con la sua struttura esterna: la postura, la localizzazione di depositi di grasso, l’immagine che trasmette al mondo di noi stessi.</p>
<p>Tutto ciò avviene in ogni attimo di ogni giorno della nostra vita, con una frequenza, quindi, ed una intensità molto superiori a qualunque altra forma espressiva.</p>
<p>Il corpo è dunque il più potente, fornito ed attento strumento di valutazione delle situazioni, che ognuno di noi possiede.</p>
<p>Eppure, nonostante tutto questo, la cosa più difficile per noi è ascoltarlo.</p>
<p>Esso ci invia continuamente dei messaggi, dei precisi segnali che noi, noncuranti del loro significato, abitualmente tendiamo ad eludere se non addirittura a reprimere.</p>
<p>Guarire la mente, dunque, per guarire il corpo, star bene con se stessi per stare bene con gli altri, accettare le emozioni per accettarsi.</p>
<p>Questo è il vero significato del potere del nostro corpo. Spetta a noi, ancora una volta, assumerci la responsabilità di scegliere se recepirli o meno perché emozioni vissute ed io corporeo (cioè l’immagine che abbiamo e che diamo di noi stessi) sono, una volta ancora, indissolubilmente collegate.</p>
<p>Ciò non significa soltanto che le nostre emozioni danno origine a fenomeni che si ripercuotono sul piano fisico ma anche che, se lo vogliamo, possiamo dare una lettura diversa ad alcuni aspetti che caratterizzano il nostro corpo per capire quale può essere l’emozione che li ha generati.</p>
<p>In sostanza&#8230; non guarire le emozioni ma guarire con le emozioni.</p>
<p><span id="more-328"></span></p>
<p>E, si badi bene, ciò non riguarda solo le malattie ma anche, e forse di più, aspetti corporei normalmente considerati banali: inestetismi, posture scorrette, depositi localizzati, parti che non accettiamo.</p>
<p>Ad ognuno di questi, infatti, può corrispondere una emozione che ha contribuito a generare un pensiero (ovviamente inconscio) in merito al nostro modo di mostrarci, percepirci e percepire la vita.</p>
<p>Ogni tipo di sensazione da noi vissuta, infatti, viene immagazzinata e codificata a livello cellulare.</p>
<p>Se a questa sensazione noi associamo una emozione, ecco che è facile che a quest’ultima venga poi collegato un pensiero ovviamente irreale e fuorviante ma sufficiente per condizionare la qualità della nostra vita.</p>
<p>Quando si è piccoli non si ha la capacità di discernere fra quella che è la nostra percezione e la realtà oggettiva; le emozioni che ne derivano vivono in noi in qualità di memorie cellulari a carattere psicoemozionale, immagazzinate nella nostra sfera subconscia.</p>
<p>In maniera dolce e graduale il <em>counseling con la procedura della respirazione metacorporea</em> è in grado di ristabilire un contatto con queste componenti emotive, promuovendo la loro corretta integrazione.</p>
<p>La <em>respirazione metacorporea</em>, infatti, consiste in una particolare tecnica di connessione e sblocco emozionale finalizzata ad una armonizzazione psicofisica dell’individuo ed alla liberazione dei suoi potenziali positivi e costruttivi.</p>
<p>Quello che abbiamo vissuto in passato e che ha avuto un forte impatto emotivo può così essere delicatamente rielaborato contribuendo ad eliminare i pensieri negativi ad esso collegati.</p>
<p>Nella tecnica della <em>respirazione metacorporea</em> spesso, in abbinamento al respiro, si utilizzano strumenti di tipo immaginativo che, grazie al supporto del terapeuta, permettono alla persona di entrare dolcemente in contatto con il proprio vissuto corporeo e con le componenti emotive ad esso legate.</p>
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		<title>Disagi Psicosomatici e pensieri negativi</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/2010/05/27/disagi-psicosomatici-e-pensieri-negativi/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 10:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi psicosomatici]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri negativi]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri positivi]]></category>
		<category><![CDATA[psiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Statisticamente parlando in questi ultimi anni si è avuto un enorme incremento di disagi e disturbi fondamentalmente aspecifici che, impoverita della sua capacità diagnostica, la medicina classifica come “stati psicosomatici”.
Le modalità di intervento che fino a poco tempo  venivano consigliate erano principalmente quelle basate sul colloquio psicoterapeutico, ma ultimamente  un cambiamento radicale della modo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//pensieri_positivi.jpg" rel="lightbox[321]"><img class="alignleft size-medium wp-image-322"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//pensieri_positivi-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>Statisticamente parlando in questi ultimi anni si è avuto un enorme incremento di disagi e disturbi fondamentalmente aspecifici che, impoverita della sua capacità diagnostica, la medicina classifica come “stati psicosomatici”.</p>
<p>Le modalità di intervento che fino a poco tempo  venivano consigliate erano principalmente quelle basate sul colloquio psicoterapeutico, ma ultimamente  un cambiamento radicale della modo di percepire l’individuo da parte della moderna psicologia , ha permesso la nascita e la presa in considerazione di molte tecniche di tipo dinamico ed esperienziale più in linea con una visione realmente olistica dell’uomo e dei suoi disagi.</p>
<p>Ciò ha permesso il superamento del concetto che il  corpo è  espressione della psiche, aggiungendo ed ampliandolo con quello che il soma può  anche costituire lo strumento di accesso alla psiche stessa.</p>
<p>Prendere in considerazione questo doppio legame fra psiche e soma significa  accettare la natura umana nella sua interezza e contestualmente l’esistenza di  fenomeni di tipo emozionale ed energetico che superano la sfera dell’io, ma che appartengono comunque alla unità bio psichica dell’individuo, e che influiscono in maniera egualmente importante sul suo stato di benessere e di equilibrio  percettivo e sensoriale.</p>
<p>Soltanto la fusione fra scienze pure ed approcci ampliati che considerino anche gli aspetti bioenergetici, transpersonali e spirituali dell’uomo  possono  quindi favorire il percorso di ognuno verso un soggettivo e più appagante equilibrio interiore.</p>
<p>D’altronde questa unità è ampiamente stata  dimostrata dalle ultime ricerche che hanno efficacemente evidenziato lo stretto e sostanzialmente inscindibile legame che esiste fra situazioni mentali (cioè i nostri pensieri) e lo stato del sistema immunitario</p>
<p>L’esistenza di neuropeptidi a costituzione aminoacidica provenienti dal cervello non è più strabiliante del fatto che a livello dei linfociti T e B ( la cui funzione è quella di tutelare il corpo da aggrssioni da parte di agenti infettivi o fegenerativi) sono state evidenziate delle zone finalizzate alla ricezione di tali molecole: il che è come dire che qualunque pensiero trova una sua collocazione nelle cellule del  nostro corpo.( psico somatica ).</p>
<p>Partendo da questo semplice , ma rivoluzionario concetto è dunque possibile , non più soltanto empiricamente od intuitivamente, stabilire una reale connessione e corrispondenza fra pensiero e reazione fisico.</p>
<p><span id="more-321"></span></p>
<p>Il fatto che tale reazione sia poi di tipo “psico somatico” è determinata dal fatto che i pensieri sono a loro volta influenzati da una serie di componenti emozionali che introitiamo costantemente durante la nostra vita, e dalle emozioni e sensazioni  che hanno caratterizzato   la nostra storia personale.</p>
<p>In sostanza la nostra mente genera idee che vanno ad imprimersi nel subconscio, ma i cui contenuti sono influenzati da quanto in precedenza già introitato dal subconscio stesso.</p>
<p>Normalmente non usiamo  più del 10 – 12% del nostro  potenziale mentale positivo ed acritico, mentre una cospicua parte del rimanente  90% resta improduttiva<em> </em>in quanto bloccata appunto da questi condizionamenti che si esprimono sotto forma di pensieri negativi.</p>
<p>Quando questo avviene il potenziale energetico di tutto il nostro organismo, che normalmente quando è in uno stato di equilibrio ha una carica negativa, diviene invece positivo attivando reazioni nel sistema nervoso che generano a loro volta variazioni nei livelli di omeosatsi e  quindi reazioni di tipo somatico.</p>
<p>Poiché eventi stressogeni hanno la caratteristica di caricare emotivamente l’individuo, ecco che in questo caso sarà più frequente una associazione inconscia fra un determinato tipo di emozione ed il proprio vissuto personale favorendo quindi la genesi di pensieri negativi a loro volta responsabili di questi meccanismi.</p>
<p>Per questo motivo in alcuni casi risultano molto indicati anche strumenti di intervento che partono proprio dalla componnte somatica per accedere a quella emotiva, e fra questi fortemente indicato è il respiro guidato.</p>
<p>Respirando in maniera profonda, continua e circolare è infatti possibile una profonda connessione con la propria parte emozionale,  ma anche con quelle “memorie cellulari” in qualche modo rappresentate dai neuropeptidi di cui parlavamo prima.</p>
<p>Questo determina un meccanismo di sblocco che spesso è inizialmente bioenergetico e successivamente emotivo, la cui positiva conseguenza è  un parziale ripristino del potenziale energetico negativo dell’organismo (che è quella ottimale), e la liberazione di pensieri negativi eventualmente esistenti e collegati a componenti strssogene , che non vanno così a stratificarsi a livello cellulare.</p>
<p>Una emozione bloccata può negativamente influire sul normale defluire della energia vitale e quindi sullo stato biochimico e sul potenziale elettrico dell’organismo, mentre una emozione che si esprime in maniera canalizzata non può in alcun modo nuocere.</p>
<p>Questo modo di interpretare l’essere umano apre in realtà le porte ad una serie di  collegamennti fra medicina, biochimica e psicologia che può realmente cambiare gli approcci non solo diagnostici , ma anche terapeutici integrandoli in una visone realmente evolutiva e costruttiva dell’uomo in quanto “eesere umano”.</p>
<p>Comprendere questi meccanismi è di per se già un percorso di crecita e consapevolezza fortemente produttivo perché permette di accettare che la nostra mente è in realtà in grado di influenzare il nostro modo di interpretare le situazioni,vivere le esperienze e di fatto forgiare la nostra vita.</p>
<p>La semplice affermazione “ sto poco bene ” ha una incidenza a livello psicologico e biochimico molto diversa da quella dell’affermazione  “ho un sintomo che mi fa sentire poco bene”.</p>
<p>Simbolicamente parlando la vita ha le stesse caratteristiche di un oceano; ne possiede le vastità e le profondità , l’acqua può essere calma o agitata , le onde assecondate o infrante.</p>
<p>Spetta ad ognuno di noi  trovare il proprio modo di attraversarla unendo in una sintesi costruttiva le proprie migliori qualità, abbandonando la paura delle onde troppo alte per esprimere  il proprio essere in maniera produttiva e costruttiva per se stessi e per gli altri.</p>
<p>Ciò che in sostanza ci è richiesto di fare è dunque  assumerci la responsabilità della nostra esistenza , ivi compresa quella relativa ad uno stato di salute soggettivamente ottimale e al quale tutti indiscriminatamente abbiamo diritto.</p>
<p>Per fare questo una cosa che dobbiamo ammettere di fare fatica ad accettare e della quale non dobbiamo invece dimenticarci è che, indipendentemente dalle nostre esperienze, quello che di negativo è accaduto fino ad oggi non è detto che debba continuare ad accadere anche domani , e che al contrario  quello che di positivo non si è verificato non è detto che non possa iniziare a manifestarsi in qualsiasi momento.</p>
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		<title>La magia individuale</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 08:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>
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		<description><![CDATA[La nostra unicità , il fatto cioè che pur appartenendo alla stesse specie ogni uomo ha delle caratteristiche univoche e soggettive, non è solo dovuta alla struttura del DNA che ci caratterizza dal punto di vista fisico, strutturale e mentale, ma è anche in relazione alle altrettanto univoche caratteristiche di temperamento, comportamento ed espressione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//lupo20hq-e1274690093557.jpg" rel="lightbox[316]"><img class="alignleft size-full wp-image-317"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//lupo20hq-e1274690093557.jpg" alt="" width="257" height="400" /></a>La nostra unicità , il fatto cioè che pur appartenendo alla stesse specie ogni uomo ha delle caratteristiche univoche e soggettive, non è solo dovuta alla struttura del DNA che ci caratterizza dal punto di vista fisico, strutturale e mentale, ma è anche in relazione alle altrettanto univoche caratteristiche di temperamento, comportamento ed espressione che messe tutte insieme costituiscono la personalità di ogni individuo.</p>
<p>Quest’ultima è in parte precostituita ed in parte acquisita in funzione delle varie esperienze soggettive che nel corso della vita tendono ad influenzarne lo sviluppo.</p>
<p>Ognuna di queste esperienze racchiude a sua volta gli stessi esclusivi caratteri della unicità, poichè ogni forma di esperienza è diversa da tutte le altre in relazione al tipo di persona che la vive e relativamente alle conseguenze che essa genera.</p>
<p>E’ infatti assolutamente evidente che la stessa situazione può essere vissuta in maniera totalmente differente da persona a persona e  per conseguenza generare reazioni totalmente differenti.</p>
<p>Pensiamo ad esempio alla diversità che ci può essere nel modo di affrontare determinate cose o situazioni da parte di alcune persone rispetto ad altre.</p>
<p>Alcuni potranno rapportarcisi in maniera fiduciosa e positiva, mentre altri tenderanno a vedere l ‘aspetto meno facile e più drammatico delle stesse.</p>
<p>Se ci fermiamo qui ciò che emerge è però soltanto una generica e superficiale diversificazione fra approcci positivi o negativi all’ ambiente che ci circonda.</p>
<p>In realtà la soggettività di ogni individuo è qualcosa che va al di là e supera di molto questo semplice aspetto.</p>
<p>Può infatti capitare che anche la persona più ottimista di fronte ad un certa situazione  inspiegabilmente si demoralizzi molto, e forse anche di più  del peggiore dei pessimisti che magari in quell’ambito trova carattere e forza di reazione che fino ad allora gli erano sconosciuti.</p>
<p>Queste differenti reazioni vanno quindi molto al di la della componente esclusivamente caratteriale; esistono quindi i presupposti per ipotizzare che oltre al temperamento dell’individuo ci sia anche altro che ne caratterizza la singolarità e la diversità delle reazioni.</p>
<p>Che cosa è dunque che fa la differenza?</p>
<p><span id="more-316"></span></p>
<p>Perché persone estremamente calme e tranquille in determinate situazioni esplodono in ridondanti eccessi di rabbia, mentre altre dal temperamento sanguineo riescono a mostrare una calma invidiabile?</p>
<p>Sembra quasi che tutte le definizioni utilizzate da varie correnti psicologiche utilizzate per definire la personalità perdano ogni volta valore di fronte alla realtà delle situazioni e alle sconcertanti differenze di reazione che ognuno di noi, a secondo della situazione in cui si trova, mette in atto.</p>
<p>Nel corso della giornata il nostro umore cambia decine se non centinaia di volte ; possiamo essere assolutamente amabili e gentili con una persona e pochi minuti dopo scontrosi e villani con un&#8217;altra, con una semplicità e leggerezza apparentemente inspiegabili.</p>
<p>Amiamo realmente e realmente possiamo odiare le persone che ci sono più care , proviamo gioia infinita e subito dopo la più struggente delle delusioni e poi la rabbia della ribellione e la tenerezza del perdono.</p>
<p>E’ un continuo turbinio di emozioni  che si alternano e si sovrappongono in un modo cosi’ disorientante che da adito a due sole possibilità : o accettare passivamente il tutto facendo finta di non vedere  o tentare di trovare una spiegazione, con il risultato di entrare in  uno stato più simile alla caotica ricerca di conoscenza piuttosto che non alla reale consapevolezza di  ciò che sta succedendo.</p>
<p>Ogni cosa , ogni più piccolo evento, costituisce per ognuno un imput soggettivo e personale che , con la reazione che viene attivata, schiude per una attimo alle altre persone il mondo sommerso e personale di quell’individuo.</p>
<p>Egli è in quel momento all’interno della propria storia con la quale si rapporta e alla quale si paragona.</p>
<p>E come se vedesse una pellicola fotografica sulla quale sono impresse delle immagini e delle situazioni che possono dar luogo a reazioni ed impressioni diverse a seconda della angolazione dalla quale le si osserva.</p>
<p>Ciò che cambia non è dunque l’immagine, la situazione  ma il nostro modo di guardarla, o meglio ancora di viverla.</p>
<p>Ciò che cambia è la percezione di tale situazione.</p>
<p>Questo avviene costantemente ed in ognuno di noi rappresenta esclusivamente il significato che noi in quel momento decidiamo di attribuire ad essa.</p>
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		<title>Momenti magici</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 07:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Esistono momenti, nella vita di ognuno, in cui ci si sente veramente speciali, straordinari, e nei quali riusciamo  a raggiungere obiettivi che mai ci saremmo aspettati .
Sono attimi nei quali ci sentiamo protetti e, non avendo paura di nulla, agiamo come bambini nella libertà.   Spesso questi attimi corrispondono a situazioni particolari nell’ambito della nostra vita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//daniele_leone.jpg" rel="lightbox[312]"><img class="alignleft size-full wp-image-313"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//daniele_leone.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Esistono momenti, nella vita di ognuno, in cui ci si sente veramente speciali, straordinari, e nei quali riusciamo  a raggiungere obiettivi che mai ci saremmo aspettati .</p>
<p>Sono attimi nei quali ci sentiamo protetti e, non avendo paura di nulla, agiamo come bambini nella libertà.   Spesso questi attimi corrispondono a situazioni particolari nell’ambito della nostra vita, situazioni che per un motivo o per l’altro  stimolano l’unione fra le varie nostre componenti, al punto da darci l’intima certezza che qualsiasi cosa pensiamo e qualsiasi cosa facciamo  sono il pensiero e la cosa giusta per noi.</p>
<p>Eppure, anche in quel mondo sicuramente non tutto funziona perfettamente, e ci sono egualmente ingiustizie e paradossi, soltan­to che noi non li cogliamo.</p>
<p>Perché quello che funziona è il nostro mondo, e percepiamo che siamo noi che possiamo influenzare l’ambiente esterno, e non viceversa.</p>
<p>È il miracolo dell’integrazione; i nostri universi sono allineati; ciò che sta al di fuori non ci spaventa perché siamo noi a portare al­l’esterno ciò che abbiamo dentro. Questo accade ogni volta che riusciamo intimamente a coglie­re la nostra melodia personale, a dipingere il nostro quadro senza li­miti di spazio o di colori.</p>
<p>E’ il momento in cui esprimiamo creatività e talento non intendendo con questi termini definire particolari attitudini ma semplicemente il nostro mpodo di essere più intimo e vero.</p>
<p>Sono  momenti in cui riusciamo, in maniera del tutto involonta­ria, e non programmabile a creare le condizioni per riconoscere la nostra unicità.</p>
<p>Tutti noi indistintamente aspiriamo ad essere unici ma tale unicità trova il modo di esprimersi quando la nostra attenzione è lontana da essa, dall’obiettivo da raggiungere, dal progetto da realizzare. Potremmo dire che si esprime nel momento in cui “non siamo”.</p>
<p>Ciò che avviene durante i miei lavori di gruppo è proprio questo. Un apparente caos primordiale da cui, magicamente e imprevedibilmente, emerge la consapevolezza della propria unicità.</p>
<p>Constatare ciò all’interno di un gruppo, senza peraltro che tale espressione leda il gruppo stesso ma, al contrario, lo aiuti a progredire, permette alla persona di rendersi conto di quanto bella e armoniosa sia la sua me­lodia, che, inevitabilmente, a lei soltanto appartiene.</p>
<p>Può darsi che esaminare in maniera ripetitiva un problema ci consenta di comprenderne i termini, ma ci allontana dalla sua solu­zione; esattamente come una vibrazione ripetuta più volte fa entrare in risonanza la struttura attraverso la quale viene prodotta.</p>
<p>La nostra ottica è invece quella di affrontare qualunque situa­zione, cambiando drasticamente i parametri interpretativi della stessa.</p>
<p>Poiché quella situazione è unica, e appartiene soltanto a quella persona, essa è già un’espressione del suo potere personale; e come ta­le quindi, è anche il più potente strumento dì cui la persona dispone.</p>
<p>Ciò di cui tutti hanno bisogno, e che anni di psicoterapie non possono insegnare, è semplicemente questo: è disimparando, disintossicandosi da condizionamenti impliciti nella propria storia che si da vita a quella condizione  che ci permette di abbandonare la storia stessa per renderla materia plasmabile ed unica.</p>
<p>Uscire dalla propria storia personale perché soltanto cosi ci è consentito di rinascere.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Trasformare le abitudini negative in abitudini positive</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 22:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Cattive Abitudini]]></category>
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		<description><![CDATA[“Avrei bisogno di piu tempo da dedicare a me”, ”Sento il desiderio di rimettermi in forma”…
Queste frasi apparentemente finalizzate solo ad un momento di rilassamento e benessere hanno in realtà un implicazione psicologica ed emozionale molto piu importante e profonda.
Esse sono infatti indice che nella nostra vita è giunto il momento di variare qualcosa , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//good20habits20bad20habits.jpg" rel="lightbox[298]"><img class="size-medium wp-image-299 alignleft"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//good20habits20bad20habits-296x300.jpg" alt="" width="296" height="300" /></a>“Avrei bisogno di piu tempo da dedicare a me”, ”Sento il desiderio di rimettermi in forma”…</p>
<p>Queste frasi apparentemente finalizzate solo ad un momento di rilassamento e benessere hanno in realtà un implicazione psicologica ed emozionale molto piu importante e profonda.</p>
<p>Esse sono infatti indice che nella nostra vita è giunto il momento di variare qualcosa , di <em>introdurre un cambiamento</em>, in una parola di <em>mettere in discussione le nostre abitudini, </em>selezionando quelle positive da quelle negative e trasformando queste ultime da  limitanti compagne di viaggio,  in opportunità costruttive e produttive.<em> </em></p>
<p>Anche se non ce ne rendiamo conto, le abitudini sono infatti strettamente correlate al livello della nostra salute sia essa psichica che fisica.</p>
<p>La loro presenza o assenza determina il livello o la compansazione di situazioni ansiogene che però spesso generano un circuito vizioso e chiuso dal quale non c’è apparente via di uscita.</p>
<p>Esse inoltre hanno anche uno strettissimo legame con la parte coprorea al punto tale che potremmo dire che “noi siamo le nostre abitudini “ e che il “il nostro corpo ne è l’epressione ” .</p>
<p>Ragionamenti sempre uguali, movimenti stereotipati, scarsi stimli emotivi, a poco a poco ma inesorabilmente, diventiamo esattamente quello che pensiamo.</p>
<p>Cio avviene perché questo meccanismo si insinua in maniera strisciante ed almeno all’inizio apparentemente inoffensiva.</p>
<p>Il primo passo è determinato da quel piccolo senso di sicurezza nel fare le cose sempre uguali, che ci da quel èercezione di continuita ed appiglio che cosi strenuamente ricerchiamo.</p>
<p>Niente di male in tutto questo, anzi.</p>
<p>Ma se  perdiamo la consapevolezza delle motivazioni che ci spingono verso questa situazione, ecco che nel nostro cervello si instaura un meccanismo privilegiato che a poco a poco diventa un atteggiamento mentale che, se non viene messo in atto, crea disagio e senso di perdita o insicurezza.</p>
<p>Le abitudini si consolidano cosi  dal piano mentale a quello fisico, e cosi certe esistenze che si trsascinano sempre uguali a se stesse, degenerano in varie forme di somatizzazioni come sovrappeso, stipsi cronica, rigidità articolare cefalee , tachicardia … reazioni dietro<em> </em>ognuna delle quali c’è una componente emotiva inespressa ed una abitudine che la compensa e sostiene.</p>
<p>Ma la cosa tristemente buffa di questo meccanismo è che i fautori, gli unici creatori di tutto ciò siamo noi . Solo e soltanto noi .</p>
<p><em>Noi</em> siamo il prodotto delle abitudini che <em>noi </em> abbiamo costruito per <em>noi stessi</em> e che abbiamo accuratamente disseminato lungo la nostra vita.</p>
<p>Le motivazioni sono tante e si possono identificare in ricerca di sicurezza (fittizia ed illusoria), bisogno di allinearsi per sentirsi accettati, (annullando quindi se stessi ), staus symbol da rispettare ( per riempire l’esterno anziche il dentro).<em> </em></p>
<p>Ma ad un certo punto la svolta avviene.</p>
<p><em>Basta. E’ ora di cambiare.</em></p>
<p>Ecco il vero significato delle frasi con cui ho iniziato questo articolo.</p>
<p><span id="more-298"></span></p>
<p>E gia questa è un’ottima cosa poiche evidenzia che da qualche parte di noi è presente questo processo evolutivo, e vi è la consapevolezza che cosi come abbiamo creato delle abitudini negative ecco che, analogamente, possiamo trasformarle e cambiarle in attitudini positive.</p>
<p>Ma forse la cosa piu complessa è come farlo, poiche a volte capita che siamo portati a mettere in pratica delle scelte drastiche che spesso sono poi  destinate a fallire.</p>
<p>Poiche una abitudine negativa si basa sulla assimilazione e ripetitività di una determinata situazione improduttiva che si è instaurata nel tempo, analogamente perché questa possa cambiare in positiva necessita del giusto tempo.</p>
<p>Non tutto subito,quindi. E non drasticamente.</p>
<p>Più che di cambiamento parlerei quindi di trasformazione, di passaggio.</p>
<p>Un dolce e delicato passaggio, quasi una sorta di viaggio che ci porti verso una proficua trasformazione del nostro modo di percepire la vita per dare spazio al nuovo con modalità maggiormente in linea con il nostro reale modo di essere e di sentire .</p>
<p>Ma ricordiamoci anche che ogni volta che diciamo “mi piacerebbe ma non è possibile “ questa è una resistenza, una paura.</p>
<p>E si, perché <em>trasformare le proprie abituidini fa paura</em>. E’ il passaggio da qualcosa di negativo ma conosciuto a qualcosa che percepiamo come positivo ma sicuramente ignoto e sconosciuto.</p>
<p>Come fare dunque per innescare questa trasformazione?</p>
<p>Per renderla produttiva e reale anziche teorica e fonte di nuove frustrazioni??</p>
<p>Il primo passo, inevitabile, è proprio quello di prendere consapevolezza di tale situazione:</p>
<p><em>ammettere la paura del cammbiamento </em>( il<em> </em>che equivale al piacere della sicurezza).</p>
<p>Il secondo analogamente è:</p>
<p><em>riconoscere il nostro attaccamento al passato</em>, (e<em> </em>cioè che siamo noi i fautori di ogni cosa che creiamo e che normalmente mettiamo in atto scelte meccaniche )<em> </em></p>
<p>Il terzo è fare una scaletta ,una sorta di vademecum scritto di<em> ciò che realmente desideriamo per noi e per il nostro corpo (</em>che significa assumersi la responsabilita di ciò che realmente possiamo fare e produrre di positivo).<em> </em><em></em></p>
<p>Il quarto infine  è<em> </em><em>perseguire i propri reali desideri,(</em>cioè dare spazio e forma al cambiamento) .</p>
<p>Vi sono vari modi per mettere in pratica quest’ultimo punto.</p>
<p>Ricostruire una scena della giornata e provare a “sentirla” e riviverala nel corpo, con le emozioni e le reazioni che essa genera. Al contrario di quello che può sembrare facendo cosi la allontaniamo dall’aspetto materiale attribuendole invece un significato di impalpabilità e volatilità.</p>
<p>Questo perché la realtà può essere vissuta a vari livelli  e piu noi siamo meccanici e abitudinari piu la percepiamo pesante .</p>
<p>Piu invece siamo presenti a noi stessi acquisendo la consapevolezza reale ed emozionale dell’accaduto, più tale densità si dirada .</p>
<p>Analogamente può essere utile periodicamente affrontare un giorno di diguino: cambiare le proprie abitudini alimentari prepara simbolicamente ad una purificazione che a sua volta rappresenta un passaggio dal vecchio al nuovo.</p>
<p>Oppura ancora fare uso della propria immaginazione dedicando 5 minuti ogni giorno ad un percorso di fantasia su quello di assolutamente imprevedibile e costruttivo che potrebbe avvenire nella vostra giornata.</p>
<p>In una parola allenare la mente a dribblare abitudini e preconcetti ma con la presente e attenta consapevolezza di ciò che sta accadendo non tanto fuori ma dentro di noi .</p>
<p>Cio permette fra l’altro di dare spazio a quella spontaneita che non puo essere programmata e stereotipataa e che rappresenta uno dei piu potenti strumenti di espressione ed autoguarigione.</p>
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		<title>Il Metodo</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 08:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<title>Privacy Policy</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 23:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La presente informativa ha ad oggetto il blog &#8220;Naturpsy&#8221;, raggiungibile all&#8217;indirizzo http://www.naturpsy.it, i cui contenuti sono gestiti da Gian Marco Carenzi, contattabile tramite l&#8217;indirizzo g.carenzi@naturpsy.it.
Quando una persona visita questo sito web, un contatore di accessi registra automaticamente informazioni quali l&#8217;URL, gli indirizzi IP, il tipo di browser, il linguaggio del browser, la data e l&#8217;ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La presente informativa ha ad oggetto il blog &#8220;Naturpsy&#8221;, raggiungibile all&#8217;indirizzo http://www.naturpsy.it, i cui contenuti sono gestiti da Gian Marco Carenzi, contattabile tramite l&#8217;indirizzo g.carenzi@naturpsy.it.</p>
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		<title>Newsletter</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 22:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<title>Accettare la nostra straordinarietà</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/2010/05/19/accettare-la-nostra-straordinarieta/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 22:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Marco Carenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[anestesia psicologica]]></category>
		<category><![CDATA[emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono moltissime oggi le persone che non si sentono completa­mente integrate con i valori della società di questo periodo.
Giornali e televisioni ci suggeriscono, neanche troppo velata­mente, la correttezza e i vantaggi di appartenere a un modello, indi­pendentemente dal fatto che questo modello cambi con una velocità spaventosa. Siamo di fronte al paradosso del paradosso in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//tigribianche.jpg" rel="lightbox[36]"><img class="alignleft size-medium wp-image-37"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//tigribianche-256x300.jpg" alt="" width="256" height="300" /></a>Sono moltissime oggi le persone che non si sentono completa­mente integrate con i valori della società di questo periodo.</p>
<p>Giornali e televisioni ci suggeriscono, neanche troppo velata­mente, la correttezza e i vantaggi di appartenere a un modello, indi­pendentemente dal fatto che questo modello cambi con una velocità spaventosa. Siamo di fronte al paradosso del paradosso in ambito sociale, politico e lavorativo. Quello che ieri era vero, oggi non ha più alcun valore e le  persone sentono di non essere più in linea con questi mo­delli.</p>
<p>Eppure, di questa società fanno parte, in essa vivono, lavorano e producono. Ma non vi appartengono emotivamente.Prendono le distanze, si allontanano o sopportano.</p>
<p>E molto spesso entrano in anestesia.</p>
<p>Da un punto di vista scientifico l’anestesia è una forma di ini­bizione farmacologica, finalizzata a non sentire il dolore; esiste però anche una forma di anestesia di tipo psicologico, meno eclatante ma più invalidante della prima, e che si riferisce al processo che, spesso in modo del tutto inconscio, si innesca quando la nostra parte razio­nale non vuole sentire qualcosa che riguarda la nostra parte irrazio­nale o meno conosciuta.</p>
<p>È dunque un meccanismo apparentemente di difesa, ma che molto spesso, ed in maniera del tutto inaspettata, quando supera certi valori soglia, si trasforma in un limite alla nostra reale espres­sione.</p>
<p>E questo meccanismo diventa ancor più deleterio in quanto ad esso, con inarrestabile gradualità, ci adattiamo.</p>
<p>In questi casi la nostra unità mente – corpo &#8211; emozioni, viene smembrata al fine di inibire una o più di queste componenti.</p>
<p>Può quindi accadere, a seconda dei casi, di porre un veto ad una o più delle nostre espressioni, siano esse quella corporea, spiri­tuale, mentale o emozionale, in funzione di ciò che non vogliamo vedere o sentire.</p>
<p>Ciò comporta un inevitabile allontanamento, una separazione totalmente intima e personale, fra noi stessi e le varie parti che ci compongono.</p>
<p><span id="more-36"></span></p>
<p>Dopo un po’ di tempo, a forza di chiudersi e di non sentire, ci si isola; l’isolamento sviluppa fobie, dubbi, paure; il nostro modo di esprimerci cambia, e la nostra sfera vitale ne risente.</p>
<p>Costruire un castello con sentinelle e torri di guardia, ci evita di venire attaccati; più spessi sono i muri, e più ci sentiamo protetti.</p>
<p>Ma, di pari passo, aumenta anche la nostra paura.</p>
<p>Perchè più cresce la sicurezza che proviamo nel nostro blindato mi­crocosmo, tanto più aumenta l’insicurezza, se da esso dobbiamo uscire. Al punto da non sentire più la necessità di mostrarci, trasfor­mando così ciò che abbiamo creato per la nostra sicurezza, in un luogo di insicurezza e schiavitù.</p>
<p>Perché non è li che sta la nostra straordinarietà , e non è li che nasce il nostro talento.</p>
<p>Essi sono al contrario figli dell’abbandono al flusso della vita, all ’apparente disordine perché l’abitudine non governa mai le mosse importanti.</p>
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		<title>Gian Marco Carenzi</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/gianmarco-carenzi/</link>
		<comments>http://www.naturpsy.it/gianmarco-carenzi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 May 2010 22:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Gian Marco Carenzi nasce a Milano nel 1961.
Il suo percorso formativo, del tutto particolare, lo porta a conseguire una Laurea in scienze motorie e una in Psicologia, cui fanno seguito numerosi corsi di specializzazione, tra cui spiccano il Master in psicologia dell&#8217;emergenza e psicotraumatologia, l’ EMDR (Eyes Movment Desensibilization and Reprocessing) e quello in psicoterapia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//gianmarco-carenzi.jpg" rel="lightbox[261]"><img class="alignleft size-full wp-image-136"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//gianmarco-carenzi-e1274134295539.jpg" alt="" width="300" height="299" /></a>Gian Marco Carenzi nasce a Milano nel 1961.</p>
<p>Il suo percorso formativo, del tutto particolare, lo porta a conseguire una Laurea in scienze motorie e una in Psicologia, cui fanno seguito numerosi corsi di specializzazione, tra cui spiccano il Master in psicologia dell&#8217;emergenza e psicotraumatologia, l’ EMDR (Eyes Movment Desensibilization and Reprocessing) e quello in psicoterapia biosistemica in fase di ultimazione.</p>
<p>Proprio la doppia laurea e varie altre esperienze in Italia e all’estero, fra cui a puro titolo di esempio: “Psicodramma”, “Ipnosi e comunicazione ipnotica”, “Unconventional Technicals of Psycology”, “Tecniche immaginative”,<strong><em> </em></strong>&#8220;Holotropic Breatwork<strong><em> </em></strong>&#8221; e molto altro ancora ( Il suo Curriculum Vitae in formato europeo è disponibile per il Download a <a title="blocked::http://www.naturpsy.it/wp-content/cvgmcarenzi.pdf" href="../wp-content/cvgmcarenzi.pdf" target="_blank">questo </a>link ), lo portano a sviluppare una visione integrata dell’approccio terapeutico in cui la componente emozionale, che costituisce l’elemento centrale del processo, trova una precisa collocazione a livello corporeo.</p>
<p>Concetto questo che trova applicazione nella crescita personale, nella terapia psicologica e nella psicotraumatologia ( disturbi post traumatici da stress).</p>
<p>Da questo particolare approccio prende vita la “<a href="http://www.naturpsy.it/psicologia-metacorporea/">Psicologia Metacorporea</a>” da lui fondata, da cui nasce l&#8217;omonima <a href="http://www.naturpsy.it/accademia-del-counseling/">scuola di counseling</a> con diverse sedi in Italia.</p>
<p>Studioso eclettico e insaziabile, alla passione per il sapere affianca un&#8217;incessante attività lavorativa che lo porta ad operare con il personale del 118 e di vari ospedali fra cui l&#8217;Ospedale di Circolo di Varese, di Tradate e di Busto Arsizio oltre che a collaborare con il Ministero dell&#8217;Interno nella preparazione psicologica dei Vigili del Fuoco e con il SERT per il supporto al servizio tossicodipendenze.</p>
<p>Esercita la libera professione presso il <a href="http://www.naturpsy.it/approccio-terapeutico/lo-studio/">proprio studio </a>a Milano.</p>
<p>Iscrizione Albo Psicologi Lombardia 6970</p>
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		<title>Visita il sito Naturpsy</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/visita-il-sito-naturpsy/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 21:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<title>Il Blog</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/vai-al-blog/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 21:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<title>Lo Studio</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/lo-studio/</link>
		<comments>http://www.naturpsy.it/lo-studio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 May 2010 15:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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Lo Studio di psicologia integrata e naturopatia  è strutturato in modo tale da creare le condizioni ideali perché l’intervento psicologico sia il più efficace possibile, grazie ad ambienti dedicati che permettono l’utilizzo di più tecniche di intervento e alla creazione di spazi  multifunzione che possono essere utilizzati sia prima che dopo la seduta.
Gli ambienti [...]]]></description>
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<div style="position: absolute; left: 16px; top: 380px; width: 668px; height: 433px;">
<p>Lo <strong>Studio di psicologia integrata e naturopatia </strong> è strutturato in modo tale da creare le condizioni ideali perché l’intervento psicologico sia il più efficace possibile, grazie ad ambienti dedicati che permettono l’utilizzo di più tecniche di intervento e alla creazione di spazi  multifunzione che possono essere utilizzati sia prima che dopo la seduta.</p>
<p><strong>Gli ambienti dedicati alla tipologia di intervento sono:</strong></p>
<p>A) Un ambiente per la visita specialistica e i colloqui psicologici</p>
<p>B) Un ambiente per le sedute psico corporee individuali o di gruppo</p>
<p>C) Un ambiente per i trattamenti naturopatici, le terapia con la luce e la musicoterapica</p>
<p><strong>Gli spazi multifunzione sono: </strong></p>
<p>Una sala che può essere dedicata alla attesa che permette di incominciare ad entrare in contatto con i propri patrimoni emotivi sia prima della seduta o nella quale c’è la possibilità  di dedicarsi del tempo dopo la stessa e prima di lasciare lo studio .</p>
<p>Una sala con una piccola zona ristoro e con uno spazio attrezzato con informazioni visive sulle metodologie di intervento che più frequentemente vengono utilizzate.</p>
<p>I colori utilizzati in ogni ambiente dello studio sono stati studiati in funzione di queste esigenze.</p>
</div>
<div style="position: absolute; left: 84px; top: 87px; width: 675px; height: 274px;"><div id="efe-swf-1" class="efe-flash"><!-- --></div></div>
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		<title>Tecniche utilizzate</title>
		<link>http://www.naturpsy.it/il-metodo/tecniche-utilizzate/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 13:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[



Tecniche Psicologiche:

Cronoautobiografia
Genogramma  familiare
Costellazioni familiari
Drammatizzazione
Ipnosi  Eriksoniana
Tecniche immaginative
Analisi dei sogni
Psicologia  analogica
Pnl
Emdr



Tecniche Psicofisiche:

Training autogeno
Respirazione metacorporea
Agopressione cutanea
Massaggio  Metamorfico prenatale
Massaggio Metacorporeo  neurovegetativo
Moxa psico emozionale
Riflessoterapia
Rilassamento  somato psichico
Auricoloterapia
Light Therapy –  Terapia della luce brillante
Music Mind Therapy- musicoterapia  viscerale





















La metodica operativa non è finalizzata a fornire risposte standardizzate, bensì a favorire in maniera dolce e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="position: absolute; left: 112px; top: 35px; width: 503px; height: 548px; z-index: 0;">
<p><a href="http://www.naturpsy.it/wp-content//logo-sime.jpg" rel="lightbox[48]"><img class="alignleft size-full wp-image-101" style="top: 46px; left: 1px; width: 501px; height: 501px; border: 0pt none;"  src="http://www.naturpsy.it/wp-content//logo-sime.jpg" alt="" width="797" height="796" /></a></p>
</div>
<div style="position: absolute; left: 16px; top: 440px; width: 246px; height: 259px; z-index: 1;">
<p><strong>Tecniche Psicologiche:</strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: medium;">Cronoautobiografia</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Genogramma  familiare</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Costellazioni familiari</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Drammatizzazione</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ipnosi  Eriksoniana</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Tecniche immaginative</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Analisi dei sogni</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Psicologia  analogica</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Pnl</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Emdr</span></li>
</ul>
</div>
<div style="position: absolute; left: 270px; top: 440px; width: 409px; height: 310px; z-index: 1;">
<p><strong>Tecniche Psicofisiche</strong>:</p>
<ul>
<li><span style="font-size: medium;">Training autogeno</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Respirazione metacorporea</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Agopressione cutanea</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Massaggio  Metamorfico prenatale</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Massaggio Metacorporeo  neurovegetativo</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Moxa psico emozionale</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Riflessoterapia</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Rilassamento  somato psichico</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Auricoloterapia</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Light Therapy –  Terapia della luce brillante</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Music Mind Therapy- musicoterapia  viscerale</span></li>
</ul>
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<div style="position: absolute; left: 17px; top: 54px; width: 663px; height: 225px;">
<p>La metodica operativa non è finalizzata a fornire risposte standardizzate, bensì a favorire in maniera dolce e graduale l&#8217;espressione dei propri potenziali positivi e costruttivi, contribuendo alla crescita dell&#8217;individuo, alla scoperta dei suoi punti di forza e di debolezza,alla espressione del suo vero essere e ad una migliore integrazione a livello sociale, relazionale ed emotivo.</p>
<p>Per questo all’interno della relazione umana che si instaura fra terapeuta e paziente  (e che resta comunque il contenitore principale), vengono utilizzate anche  tecniche di facilitazione psico &#8211; corporea che coinvolgono e stimolano il collegamento mente &#8211; corpo – emozioni  e che attingono ad una visione il più ampia possibile dell’essere umano.</p>
<p>Durante il processo di crescita e di scoperta di soluzioni da parte dell’individuo sano viene quindi dato anche spazio al lavoro sul e con il corpo che nella nostra visione viene considerato sia contenitore sia strumento di accesso a contenuti personali.</p>
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