Sia il nostro corpo che la nostra mente sono saturi di vicende ed esperienze che molto spesso non percepiamo a livello razionale ma che trovano comunque modalità di espressione nell’ambito dei nostri comportamenti ed ancora di più nelle nostre percezioni.

Ma quale è dunque la matrice  di tali esperienze ?

Normalmente noi siamo abituati a prendere in considerazione soltanto quelle esperienze delle quali abbiamo coscienza e conoscenza; quelle cioè di cui ci ricordiamo razionalmente e che pertanto ci appaiono facilmente spiegabili  o perlomeno accettabili , anche dal punto di vista logico.

Esse possono essere  le più varie memorie relative alla nostra infanzia o a qualche particolare evento riguardante la nostra vita. Qualunque cosa di cui  abbiamo una precisa o indifferentemente vaga consapevolezza  ma riguardo alla quale siamo comunque  razionalmente in grado di dire che ci ha particolarmente colpito.

Può indifferentemente trattarsi di un intervento chirurgico che abbiamo subito , di una malattia , di situazioni relazionali insoddisfacenti o di fenomeni analoghi relativi alla fase infantile o adolescenziale e che tuttavia possono presentarsi anche in età adulta.

Questo tipo di esperienze non sono altro che il ripetersi  di situazioni che fanno parte della vita di ogni individuo  e che sommandosi si moltiplicano in maniera esponenziale contribuendo a creare quelle che sono le nostre modalità percettive.

Esse non sono pero’ l’origine bensi la conseguenza di qualche  cosa di ancora maggiormente traumatico ( intendendo questo termine non necessariamente come rappresentativo di una esperienza negativa, ma per individuare qualche cosa di profondamente toccante).

Per questo motivo nel mio lavoro le ho definite come esperienze consequenziali o secondarie , perché pur essendo presenti e fortemente influenti sulla vita e le percezioni di ognuno esse dipendono comunque da qualche cosa che va ancora al di la e che si trova in uno strato ancora più profondo, nascosto e cronologicamente precedente.

Esse derivano e sono fortemente influenzate da altre esperienze che le precedono e che appartengono al vissuto emozionale di ognuno di noi.

Queste sono le esperienze primarie, in quanto avvengono e sono relative ai primi momenti della nostra vita , e costituiscono la base emotiva sulla quale costruiamo i nostri pensieri e per conseguenza le nostre modalità percettive.

Esse sono dunque quelle situazioni a cui tutti siamo inequivocabilmente soggetti e che nel momento in cui le viviamo contribuiscono a generare una serie di pensieri che svilupperanno poi il nostro modo , univoco e soggettivo , di percepire noi stessi ed il mondo che ci circonda , determinando quindi la nostra realtà soggettiva.

Mi riferisco in modo particolare ai due aspetti più pregnanti la nostra esistenza psico percettiva: il momento del nostro concepimento e quello della nostra nascita.  In una parola il nostro scenario di nascita.

Ognuno di noi sa che esattamente in quei due momenti noi eravamo già in grado non solo di percepire ma anche di associare un significato , seppure semplicistico e fondamentalmente emozionale, a tutto ciò che in quelle situazioni stava accadendo.

Entrambi rappresentano dunque le fasi più importanti della nostra attitudine alla acquisizione di tipo percettivo, proprio perché in quei momenti il nostro modo di sentire  non è ancora strutturato secondo i canoni della comprensione logico razionale , ma unicamente come assimilazione di stimolazione ed onde vibrazionali di tipo emotivo.

Questo comporta che tutto quanto avviene viene introitato senza essere sottoposto alla rielaborazione razionale della mente , quindi praticamente senza alcun tipo di filtro , ma  esclusivamente sotto forma di emozione allo stato puro.

In questa fase le cellule si informano mentre si formano e manterranno in se tutte le esperienze vissute in una sorta di memoria psico fisica emozionale.

Tutto ciò assume dunque le caratteristiche traumatiche di cui parlavo prima ( l’evento toccante dal punto di vista emozionale) , e come tale viene introitato dal bambino.

Tali eventi hanno dunque gli effetti di emozioni primarie e quello che il bambino sente e percepisce in questa fase ha sempre ed esclusivamente un valore unico .

Anche due gemelli, che pure nascono nello stesso momento e dalla stessa donna , avranno da un punto di vista emozionale scenari di nascita diversi non fosse altro che per il fatto che uno nasce un attimo prima o dopo l’altro , che il peso sarà differente , lo stato di animo della équipe della sala parto assolutamente diverso, cosi’ come anche la situazione psico fisica della madre.

Dobbiamo ricordarci che dal punto di vista percettivo tutto in questa fase è ampliato e che quello che a noi può sembrare un tempo normalissimo al bambino può apparire interminabile.

Ogni minima differenza caratterizza quell’istante e cambia lo scenario di nascita.

Ecco perché questo evento è cosi’ singolarmente e soggettivamente caratteristico e perché  si parla di trauma di nascita.

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