“Avrei bisogno di piu tempo da dedicare a me”, ”Sento il desiderio di rimettermi in forma”…

Queste frasi apparentemente finalizzate solo ad un momento di rilassamento e benessere hanno in realtà un implicazione psicologica ed emozionale molto piu importante e profonda.

Esse sono infatti indice che nella nostra vita è giunto il momento di variare qualcosa , di introdurre un cambiamento, in una parola di mettere in discussione le nostre abitudini, selezionando quelle positive da quelle negative e trasformando queste ultime da  limitanti compagne di viaggio,  in opportunità costruttive e produttive.

Anche se non ce ne rendiamo conto, le abitudini sono infatti strettamente correlate al livello della nostra salute sia essa psichica che fisica.

La loro presenza o assenza determina il livello o la compansazione di situazioni ansiogene che però spesso generano un circuito vizioso e chiuso dal quale non c’è apparente via di uscita.

Esse inoltre hanno anche uno strettissimo legame con la parte coprorea al punto tale che potremmo dire che “noi siamo le nostre abitudini “ e che il “il nostro corpo ne è l’epressione ” .

Ragionamenti sempre uguali, movimenti stereotipati, scarsi stimli emotivi, a poco a poco ma inesorabilmente, diventiamo esattamente quello che pensiamo.

Cio avviene perché questo meccanismo si insinua in maniera strisciante ed almeno all’inizio apparentemente inoffensiva.

Il primo passo è determinato da quel piccolo senso di sicurezza nel fare le cose sempre uguali, che ci da quel èercezione di continuita ed appiglio che cosi strenuamente ricerchiamo.

Niente di male in tutto questo, anzi.

Ma se  perdiamo la consapevolezza delle motivazioni che ci spingono verso questa situazione, ecco che nel nostro cervello si instaura un meccanismo privilegiato che a poco a poco diventa un atteggiamento mentale che, se non viene messo in atto, crea disagio e senso di perdita o insicurezza.

Le abitudini si consolidano cosi  dal piano mentale a quello fisico, e cosi certe esistenze che si trsascinano sempre uguali a se stesse, degenerano in varie forme di somatizzazioni come sovrappeso, stipsi cronica, rigidità articolare cefalee , tachicardia … reazioni dietro ognuna delle quali c’è una componente emotiva inespressa ed una abitudine che la compensa e sostiene.

Ma la cosa tristemente buffa di questo meccanismo è che i fautori, gli unici creatori di tutto ciò siamo noi . Solo e soltanto noi .

Noi siamo il prodotto delle abitudini che noi abbiamo costruito per noi stessi e che abbiamo accuratamente disseminato lungo la nostra vita.

Le motivazioni sono tante e si possono identificare in ricerca di sicurezza (fittizia ed illusoria), bisogno di allinearsi per sentirsi accettati, (annullando quindi se stessi ), staus symbol da rispettare ( per riempire l’esterno anziche il dentro).

Ma ad un certo punto la svolta avviene.

Basta. E’ ora di cambiare.

Ecco il vero significato delle frasi con cui ho iniziato questo articolo.

E gia questa è un’ottima cosa poiche evidenzia che da qualche parte di noi è presente questo processo evolutivo, e vi è la consapevolezza che cosi come abbiamo creato delle abitudini negative ecco che, analogamente, possiamo trasformarle e cambiarle in attitudini positive.

Ma forse la cosa piu complessa è come farlo, poiche a volte capita che siamo portati a mettere in pratica delle scelte drastiche che spesso sono poi  destinate a fallire.

Poiche una abitudine negativa si basa sulla assimilazione e ripetitività di una determinata situazione improduttiva che si è instaurata nel tempo, analogamente perché questa possa cambiare in positiva necessita del giusto tempo.

Non tutto subito,quindi. E non drasticamente.

Più che di cambiamento parlerei quindi di trasformazione, di passaggio.

Un dolce e delicato passaggio, quasi una sorta di viaggio che ci porti verso una proficua trasformazione del nostro modo di percepire la vita per dare spazio al nuovo con modalità maggiormente in linea con il nostro reale modo di essere e di sentire .

Ma ricordiamoci anche che ogni volta che diciamo “mi piacerebbe ma non è possibile “ questa è una resistenza, una paura.

E si, perché trasformare le proprie abituidini fa paura. E’ il passaggio da qualcosa di negativo ma conosciuto a qualcosa che percepiamo come positivo ma sicuramente ignoto e sconosciuto.

Come fare dunque per innescare questa trasformazione?

Per renderla produttiva e reale anziche teorica e fonte di nuove frustrazioni??

Il primo passo, inevitabile, è proprio quello di prendere consapevolezza di tale situazione:

ammettere la paura del cammbiamento ( il che equivale al piacere della sicurezza).

Il secondo analogamente è:

riconoscere il nostro attaccamento al passato, (e cioè che siamo noi i fautori di ogni cosa che creiamo e che normalmente mettiamo in atto scelte meccaniche )

Il terzo è fare una scaletta ,una sorta di vademecum scritto di ciò che realmente desideriamo per noi e per il nostro corpo (che significa assumersi la responsabilita di ciò che realmente possiamo fare e produrre di positivo).

Il quarto infine  è perseguire i propri reali desideri,(cioè dare spazio e forma al cambiamento) .

Vi sono vari modi per mettere in pratica quest’ultimo punto.

Ricostruire una scena della giornata e provare a “sentirla” e riviverala nel corpo, con le emozioni e le reazioni che essa genera. Al contrario di quello che può sembrare facendo cosi la allontaniamo dall’aspetto materiale attribuendole invece un significato di impalpabilità e volatilità.

Questo perché la realtà può essere vissuta a vari livelli  e piu noi siamo meccanici e abitudinari piu la percepiamo pesante .

Piu invece siamo presenti a noi stessi acquisendo la consapevolezza reale ed emozionale dell’accaduto, più tale densità si dirada .

Analogamente può essere utile periodicamente affrontare un giorno di diguino: cambiare le proprie abitudini alimentari prepara simbolicamente ad una purificazione che a sua volta rappresenta un passaggio dal vecchio al nuovo.

Oppura ancora fare uso della propria immaginazione dedicando 5 minuti ogni giorno ad un percorso di fantasia su quello di assolutamente imprevedibile e costruttivo che potrebbe avvenire nella vostra giornata.

In una parola allenare la mente a dribblare abitudini e preconcetti ma con la presente e attenta consapevolezza di ciò che sta accadendo non tanto fuori ma dentro di noi .

Cio permette fra l’altro di dare spazio a quella spontaneita che non puo essere programmata e stereotipataa e che rappresenta uno dei piu potenti strumenti di espressione ed autoguarigione.

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